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Iperammortamento 2026 per software e AI: cosa rientra e perché gli abbonamenti restano fuori

Software di AI e automazione possono valere il 180% di iperammortamento, ma solo se li compri: gli abbonamenti cloud restano fuori. Cosa sapere oggi.

In breve

  • L'iperammortamento 2026 maggiora del 180% il costo dei beni fino a 2,5 milioni di euro, per gli investimenti completati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028.
  • L'elenco dei software ammessi (allegato V della legge di bilancio 2026) comprende l'AI generativa, gli agenti AI, il process mining e le piattaforme low-code e no-code per le automazioni.
  • La maggiorazione si applica alle quote di ammortamento e ai canoni di leasing: un abbonamento mensile non è nessuna delle due cose, quindi ChatGPT, Copilot o un gestionale in cloud a canone non rientrano.
  • Il software deve essere nuovo, interconnesso al sistema di gestione della produzione o alla rete di fornitura, e servono perizia tecnica, certificazione contabile e le comunicazioni al GSE.
  • Il 28 ottobre 2026 il Governo ha approvato la manovra 2027, che prevede finanziamenti per il cloud computing: le regole si conosceranno solo con il testo.

Sì, l’iperammortamento 2026 vale anche per il software, compresi l’intelligenza artificiale e gli strumenti per automatizzare i processi. Ma solo se il software lo compri: una licenza o un sistema realizzato per te, che entra tra i beni dell’azienda. Gli abbonamenti mensili, che oggi sono il modo più comune di pagare un software, restano fuori.

180%di maggiorazione del costo, per gli investimenti fino a 2,5 milioni di euro
30 settembre 2028il termine per completare l'investimento
0%per gli abbonamenti: un canone non si ammortizza

Come funziona, in due righe

L’iperammortamento è un’agevolazione fiscale della legge di bilancio 2026. Quando un’impresa compra un bene ammesso, può dedurre dalle tasse più di quanto l’ha pagato: il 180% in più per la parte di investimento fino a 2,5 milioni, il 100% in più tra 2,5 e 10 milioni, il 50% in più tra 10 e 20 milioni.

Vale per chi ha reddito d’impresa e per beni destinati a sedi in Italia. La legge chiede anche che i beni siano prodotti in un Paese dell’Unione europea o dello Spazio economico europeo.

Per esempio, una società paga l’IRES al 24% e compra un software ammesso da 10.000 €. Oltre ai 10.000 € normali può dedurre altri 18.000 €: circa 4.320 € di imposte in meno, distribuiti negli anni di ammortamento. Da qui vanno tolti i costi di perizia e certificazione, che spieghiamo sotto.

Quali software rientrano

L’elenco è l’allegato V della legge 199/2025, e conta solo quello. Accanto ai software per la fabbrica (progettazione, MES, manutenzione, qualità, logistica) ci sono voci che riguardano da vicino il lavoro d’ufficio e l’AI:

  • intelligenza artificiale generativa, compresi i modelli linguistici, “per la generazione automatizzata di contenuti, documentazione tecnica, codice e supporto ai processi decisionali”;
  • agenti AI, cioè sistemi “in grado di eseguire task complessi, orchestrare flussi di lavoro”;
  • process mining, per analizzare e migliorare i processi aziendali a partire dai dati;
  • piattaforme low-code e no-code “per lo sviluppo rapido di applicazioni industriali, dashboard operative e automazioni di processo”;
  • e poi cybersecurity, gestione dell’energia e supply chain.

C’è però una condizione che vale per tutti: il software deve essere interconnesso al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura. Lo deve confermare una perizia tecnica asseverata di un ingegnere o di un perito industriale iscritto all’albo, oppure di un ente di certificazione accreditato.

Perché gli abbonamenti restano fuori

La legge maggiora il costo “con esclusivo riferimento alla determinazione delle quote di ammortamento e dei canoni di locazione finanziaria”, cioè del leasing. Un abbonamento non è né l’uno né l’altro: è un costo dell’anno in cui lo paghi. Non c’è nessuna quota da maggiorare.

Il decreto attuativo del 7 maggio 2026 non ha cambiato le cose. Secondo la stampa specializzata, una bozza estendeva l’agevolazione ai canoni di accesso al software, ma la frase non è entrata nel testo firmato.

Abbonamento (SaaS)Licenza o sistema acquistato
Come si pagaUn canone al mese o all'annoUna volta, o in leasing
In bilancioCosto dell'annoBene immateriale da ammortizzare
IperammortamentoNoSì, se è nell'allegato V ed è interconnesso
EsempiChatGPT Business, Copilot, gestionali in cloud a canoneLicenza perpetua, software sviluppato su misura e capitalizzato

In pratica: gli abbonamenti per utente a ChatGPT, Claude, Gemini o Copilot, che abbiamo confrontato nella guida ai costi dell’AI in azienda, non danno diritto all’iperammortamento. Un sistema di automazione o di AI che diventa tuo, collegato al gestionale e alla produzione, può darlo. Come contabilizzarlo lo decide il tuo commercialista: è lui che conferma se il costo può essere capitalizzato.

Cosa serve e quando

La procedura passa dalla piattaforma del GSE, con SPID o CIE, in più passaggi:

  1. Inizio del periodo agevolatoContano gli investimenti completati da questa data.
  2. Comunicazione preventivaUna per ogni sede produttiva, con beni, importi e data prevista di interconnessione.
  3. Comunicazione di confermaCon il pagamento di almeno il 20% del costo di ogni bene e le fatture.
  4. Ultimo giorno per completare l'investimentoConta la data di acquisizione secondo le regole fiscali, di solito la consegna.
  5. Ultima comunicazione di completamentoCon perizia tecnica e certificazione contabile.

Dopo, ogni anno, entro il 20 gennaio e il 30 giugno vanno inviate due comunicazioni di aggiornamento al GSE. Il beneficio parte dall’anno in cui invii la comunicazione di completamento e il bene entra in funzione, e solo dopo l’esito positivo delle verifiche del GSE. Se salti un passaggio o una scadenza, perdi l’agevolazione.

Per un software da poche migliaia di euro, perizia e certificazione contabile possono pesare molto sul risparmio. Fai il conto prima, insieme al commercialista.

Cosa cambia con la manovra 2027

Il 28 ottobre 2026 il Consiglio dei ministri ha approvato il disegno di legge di bilancio 2027. Il comunicato ufficiale parla di “finanziamenti per il cloud computing”, senza altri dettagli. La stampa riporta che in conferenza stampa è stato annunciato un nuovo credito d’imposta per il software e che non è chiaro se comprenderà gli abbonamenti.

Finché il testo non viene pubblicato e approvato dal Parlamento, le regole sono quelle di oggi: il software in abbonamento non rientra. Se stai valutando un progetto di AI o di automazione, conviene decidere adesso come lo comprerai, perché da questo dipende l’agevolazione. Se vuoi capire cosa automatizzare per primo e con quale strumento, è il lavoro che facciamo nell’analisi e affiancamento.

Domande frequenti

L'iperammortamento 2026 vale anche per il software?

Sì, per i software nuovi compresi nell'allegato V della legge 199/2025, se sono interconnessi al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura. L'elenco va dalla progettazione e dal MES all'AI generativa, agli agenti AI e alle piattaforme low-code per le automazioni.

Gli abbonamenti SaaS e cloud rientrano nell'iperammortamento?

No. La legge maggiora solo le quote di ammortamento e i canoni di leasing. Un abbonamento è un costo dell'anno, non si ammortizza, quindi non c'è nulla da maggiorare. Il decreto attuativo del 7 maggio 2026 non ha aggiunto i canoni di abbonamento.

Posso usare l'iperammortamento per ChatGPT o Microsoft Copilot?

Di solito no, perché si pagano con un abbonamento per utente. Può rientrare invece un software di AI acquistato in licenza o realizzato su misura e capitalizzato, se è nell'allegato V, è collegato ai tuoi sistemi e lo conferma la perizia tecnica.

Quanto si risparmia davvero con l'iperammortamento?

Il risparmio è sulle imposte, spalmato negli anni di ammortamento. Per una società che paga l'IRES al 24%, ogni 10.000 € di software ammesso valgono 18.000 € di costi deducibili in più, cioè circa 4.320 € di imposte in meno, prima del costo di perizia e certificazione.

Fino a quando si può fare l'investimento?

Gli investimenti devono essere completati entro il 30 settembre 2028 e la comunicazione di completamento al GSE va inviata entro il 15 novembre 2028. Prima servono la comunicazione preventiva e quella di conferma con il pagamento di almeno il 20% del costo.

Fonti

  1. Legge 30 dicembre 2025, n. 199, art. 1 commi 427-436 e allegato V, Gazzetta Ufficiale n. 301, S.O. n. 42 · consultata il 29 ottobre 2026
  2. Decreto interministeriale MIMIT-MEF 7 maggio 2026, modalità attuative dell'iperammortamento · testo firmato del 7 maggio 2026
  3. Comunicato stampa del Consiglio dei Ministri n. 195, Governo italiano · 28 ottobre 2026
  4. Iperammortamento: no ai SaaS, sì alle licenze d'uso, EC News · 2026

Scritto da BORU studio, studio che progetta automazioni per le piccole e medie imprese. Controlliamo i contenuti quando cambiano norme, prezzi o strumenti: ultimo controllo il 29 ottobre 2026.