WhatsApp è il canale dove i tuoi clienti ti scrivono davvero. Finché rispondi tu dal telefono, l’app WhatsApp Business è gratuita e va benissimo. Quando i messaggi diventano troppi, o vuoi che arrivino in automatico promemoria, conferme e preventivi, serve l’API di WhatsApp: ha un costo per messaggio, che dal 1° ottobre 2026 è cambiato. Qui trovi come funziona, quanto costa e quando conviene.
App gratuita o API: la differenza
| App WhatsApp Business | WhatsApp Business API | |
|---|---|---|
| Costo | gratis | si paga per messaggio inviato |
| Chi risponde | tu, a mano, da telefono o computer | più persone, o un sistema che prepara le risposte |
| Messaggi automatici | solo benvenuto, assenza e risposte rapide | promemoria, conferme, avvisi, risposte collegate ai tuoi dati |
| Collegamento ad altri programmi | no | sì: gestionale, CRM, calendario, sito |
| Quando ha senso | poche chat al giorno | tante chat, o lavoro che si ripete |
L’API non ha un’app da aprire: è un collegamento tra WhatsApp e i tuoi programmi. Si usa tramite la piattaforma Cloud API di Meta, direttamente o attraverso un fornitore (Business Solution Provider), che di solito aggiunge una casella di posta condivisa per il team e un proprio canone.
Come funziona il pagamento
Dal 1° luglio 2025 Meta fa pagare ogni messaggio consegnato che l’azienda invia. I messaggi che i clienti mandano a te sono gratis. Il prezzo dipende da due cose: la categoria del messaggio e il paese del numero di chi lo riceve.
Le categorie sono quattro, più una nuova legata all’assistente AI di Meta:
- Marketing: offerte, promozioni, inviti, riattivazione dei clienti. È la categoria più cara.
- Utility: messaggi legati a qualcosa che il cliente ha chiesto o comprato, come conferma d’ordine, promemoria di un appuntamento, avviso di spedizione.
- Autenticazione: codici di accesso usa e getta.
- Servizio: le risposte libere che scrivi mentre la finestra di 24 ore è aperta.
Marketing, utility e autenticazione si mandano con modelli (template) approvati da Meta e si possono inviare in qualunque momento. I messaggi di servizio invece si possono mandare solo dentro la finestra di 24 ore.
La finestra di 24 ore
- Il cliente ti scriveSi apre la finestra di 24 ore.
- Rispondi liberamenteMessaggi di servizio, senza modello.
- Il cliente rispondeLa finestra riparte da 24 ore.
- Passate 24 orePuoi scrivere solo con un modello approvato.
Cosa è cambiato il 1° ottobre 2026
Fino a settembre le risposte ai clienti dentro la finestra di 24 ore erano gratuite. Dal 1° ottobre 2026 Meta ha ricominciato a farle pagare:
- i messaggi di servizio hanno una soglia gratuita di 1.000 al mese per ogni numero; dal 1.001° si pagano. I messaggi non usati non si accumulano al mese dopo;
- i messaggi utility mandati in risposta a un cliente, che da luglio 2025 erano gratuiti dentro la finestra, ora si pagano.
Se non hai un metodo di pagamento collegato, oltre la soglia gratuita i messaggi di servizio non vengono più consegnati. Meta indica di aggiungerlo nel Billing Hub.
Resta gratuito tutto ciò che avviene nella finestra aperta da un annuncio Click-to-WhatsApp su Facebook o Instagram: per i messaggi consegnati lì Meta non applica costi, per un periodo che la documentazione per sviluppatori indica fino a 7 giorni.
Quanto costa in Italia
Meta pubblica le tariffe per paese in un listino scaricabile, che cambia solo il 1° gennaio, aprile, luglio o ottobre. Per l’Italia, in euro, il listino in vigore dal 1° luglio 2026 è questo:
| Categoria | Costo a messaggio | Esempio |
|---|---|---|
| Marketing | 0,0658 € (era 0,0572 € fino a giugno) | promozione di fine stagione |
| Utility | 0,0248 € | promemoria dell’appuntamento di domani |
| Autenticazione | 0,0248 € | codice di accesso |
| Servizio | 0,0248 €, dopo i primi 1.000 al mese | risposta a una domanda del cliente |
Sono le tariffe di Meta, IVA esclusa, riportate in modo concorde dai fornitori che le applicano. Utility e autenticazione hanno sconti a scaglioni per volumi alti. Il fornitore che usi può aggiungere un ricarico, e a questo va sommato il canone della sua piattaforma.
Uno studio con 400 appuntamenti al mese manda un promemoria per ciascuno (utility) e risponde a circa 600 domande dei clienti (servizio).
Promemoria: 400 × 0,0248 € = circa 10 € al mese. Risposte: 600 messaggi, dentro i 1.000 gratuiti, quindi 0 €. Se un appuntamento mancato vale 50 €, bastano un paio di disdette evitate al mese per ripagare tutto, canone della piattaforma compreso.
E i chatbot con l’intelligenza artificiale?
Puoi collegare all’API un sistema con l’AI che risponde ai clienti, purché sia legato alla tua attività: informazioni sui servizi, prenotazioni, stato degli ordini, preventivi da confermare. Dal 15 gennaio 2026 Meta ha invece vietato gli assistenti AI generici, cioè i chatbot tuttofare non legati a un’azienda, salvo nei paesi dove la legge la obbliga a permetterli.
Due regole di buon senso, che valgono anche per legge:
- chi scrive deve sapere che sta parlando con un sistema automatico, come prevede l’AI Act dal 2 agosto 2026;
- per le cose importanti (un preventivo, un rimborso, un reclamo) è meglio che il sistema prepari la risposta e una persona la approvi.
Quando conviene passare all’API
- Ricevi ogni giorno più messaggi di quanti riesci a gestire con calma
- Più persone del team devono rispondere dallo stesso numero
- Mandi a mano promemoria, conferme o avvisi che si ripetono uguali
- Copi a mano dati da WhatsApp al gestionale, al foglio Excel o al calendario
- Perdi richieste che arrivano la sera o nel fine settimana
Se ti ritrovi in due o più di questi punti, l’API ripaga quasi sempre il suo costo in tempo risparmiato e clienti non persi. Se invece ricevi poche chat al giorno, l’app gratuita con risposte rapide e messaggio di assenza è ancora la scelta giusta.
